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Risposta di classe alla Merkel, all'UE e al governo


 
 
10/10/2012
 
 
Migliaia di manifestanti hanno invaso le strade del centro di Atene, il Martedì 9 Ottobre 2012, cancellando nella pratica la proibizione delle manifestazioni che hanno cercato di imporre ai lavoratori, l'UE e il governo tripartito (liberali, socialdemocratici, "Sinistra Democratica") a causa della visita della cancelliera tedesca, Angela Merkel, ad Atene.
 
Particolarmente massiccia è stata la concentrazione del Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME), che raggruppa i sindacati di classe del paese. E' stato riconosciuto anche dai mezzi di comunicazioni borghesi che solitamente non perdono mai occasione per attaccare il PAME e i comunisti. Insieme con i lavoratori che hanno manifestato sotto le bandiere dei loro sindacati vi erano le forze dei giovani studenti (Fronte Militante degli Studenti -MAS), dei piccoli e medi imprenditori, lavoratori autonomi e commercianti (Movimento dei lavoratori autonomi e dei piccoli commercianti contro i monopoli -PASEVE) , della Federazione Greca delle Donne (OGE).
 
Yiannis Tasioulas, membro del Comitato Esecutivo del PAME, ha pronunciato un discorso alla concentrazione del PAME in piazza Omonia evidenziando tra l'altro che:
 
"Nessuna barricata, nessun cannone ad acqua può metterci paura. Il momento nel quale si sollevano gli operai li fa tremare. La nostra concentrazione è una prima risposta. (...)
 
Il governo ND-PASOK-DIMAR, gli industriali, i banchieri ospitano una signora che è una di loro, la rappresentante degli industriali e banchieri tedeschi, dei monopoli tedeschi. (...)
 
La Merkel non versa lacrime per nessun popolo. Si strofina le mani, come gli altri capitalisti, per l'opportunità che ha di comprare infrastrutture a prezzi molto bassi e preziosi appezzamenti di terra del nostro bel paese. Lotta con gli altri avvoltoi per il bottino, non per la vita e il futuro dei nostri figli. Questo è ciò che accade nella crisi e nell'UE, che viene presentata come un rifugio sicuro (...)
 
Tutti hanno sostenuto le misure. Hanno partecipato a tutti i vertici, hanno applicato ogni direttiva dell'UE, hanno applaudito a tutti gli accordi, e ora tutti quanti, i partiti e i parassiti dell'UE che da molti anni stanno logorando i lavoratori, hanno scoperto che presumibilmente sono sotto occupazione. I lavoratori hanno vissuto per generazioni sotto il loro giogo e devono decidersi a sbarazzarsi di loro".
 
Ha poi aggiunto: "La verità è semplice e chiara. Chi non è d'accordo con il memorandum, le leggi attuative, gli accordi sul prestito, la troika... è contro l'Unione europea, gli accordi e le sue decisioni, è contro la via capitalistica di sviluppo che si presenta come una via a senso unico. Chi applaude all'UE e protesta contro la troika semplicemente inganna il popolo.
 
La Merkel arriva come tutti i corvi nella regione del Mediterraneo orientale puzzando, come gli altri imperialisti, di sangue e saccheggio. Si addensano nubi di guerra in Siria con il grande pericolo di uno scontro generalizzato. Così, si dividono il petrolio, il gas naturale, le rotte commerciali e i mercati. Noi non dobbiamo versare il sangue per i loro depositi bancari in Svizzera. Dobbiamo fare dei sacrifici per la nostra lotta.
 
Facciamo un appello ai sindacati, alle federazioni, a tutti i sindacalisti onesti di rompere la paura e decidere uno sciopero per il 18 ottobre. (...) I lavoratori devono ingaggiare la loro lotta. Il PAME sarà in prima linea. Tutti devono partecipare alla lotta, alle dimostrazioni, allo sciopero", ha concluso.
 
Alla concentrazione ha partecipato una delegazione del CC del KKE guidata da Aleka Papariga che ha rilasciato una dichiarazione ai giornalisti: "Vinceranno i popoli che non esitano a rompere e sbarazzarsi delle loro catene di classe. Per noi è questo il senso delle manifestazioni di oggi. Questo deve essere il senso delle lotte immediate e future".
 
In seguito si è svolta una grande marcia del PAME in piazza Syntagma che ha inviato la risposta di classe ai piani del "fronte nero" (UE-governo-plutocrazia). "Senza te non si muove nessun ingranaggio. Operaio, puoi fare a meno dei padroni!", "Ora basta con le illusioni. O si sta con il capitale o si sta con i lavoratori", "I lavoratori non sono un costo, ma lo sono i parassiti, i capitalisti", ecc.
 
Gli incidenti orchestrati con le forze anti-sommossa, che piccoli gruppi di provocatori hanno tentato di creare in coordinamento con l'apparato statale, non hanno messo in ombra le migliaia di manifestanti.
 
Martedì, il PAME ha tenuto manifestazioni contro le nuove misure antipopolari in molte città della Grecia. Nel suo comunicato stampa il PAME saluta la mobilitazione combattiva, decisa e imponente di oggi. Come già detto, migliaia di persone, lavoratori, disoccupati, pensionati, giovani, lavoratori autonomi hanno partecipato al concentramento, rompendo nella pratica le misure repressive e i divieti, dando una risposta alla barbara politica del governo, del capitale e dell'Unione europea.
 
Il PAME fa un appello ai sindacati che a partire da domani si inizi l'organizzazione della lotta per far si che la classe operaia risponda con un nuovo sciopero il 18 ottobre. In modo che questo sciopero sia una risposta organizzata al grande capitale, all'Unione europea, ai monopoli che cercano di ridurci in catene
 
Il PAME invita i lavoratori a non accettare l'abolizione del salario minimo e della retribuzione giornaliera minima, l'abolizione della giornata lavorativa di 8 ore, un radicale peggioramento della loro vita.
 

Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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