Il KKE condanna le decisioni antipopolari del governo

Il KKE condanna l'emendamento antisindacale, che non solo riduce i salari ma promuove anche la soppressione della contrattazione collettiva integrativa a livello di comparto e aziendale.
Ordinanza contro i lavoratori in sciopero
Il governo ha emanato un'ordinanza contro lo sciopero degli autotrasportatori. Questa misura di emergenza da esercitare in caso di guerra o di catastrofe naturale, viene nuovamente utilizzata dal governo borghese socialdemocratico contro il diritto dei lavoratori a scioperare.
Lo sciopero è contro il disegno di legge del governo che in buona sostanza accelera la concentrazione dei mezzi nelle mani di grandi gruppi monopolistici e porta alla distruzione economica dei piccoli proprietari di camion.
Il KKE dalla tribuna del Parlamento ha condannato il proposito del governo mentre il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME) ha rilasciato la seguente dichiarazione di condanna:
"Il PAME chiama la classe operaia e gli strati popolari del nostro paese a condannare la decisione del governo di emanare una ordinanza di urgenza contro i camionisti con il fine di promuovere gli interessi del capitale. L'obiettivo del governo con questo ordine non è di tutelare gli interessi della maggioranza del popolo da una 'corporazione', come vengono chiamati i camionisti. Al contrario, ha usato questa misura, come tutti gli altri meccanismi repressivi, per servire gli interessi di una casta di parassiti (i capitalisti e i gruppi multinazionali) che vogliono dominare nel settore dei trasporti per ottenere ulteriori super-profitti.
L'unica risposta a questa politica e al fronte reazionario che la promuove - governo, Nuova Democrazia (partito conservatore), LAOS (partito di estrema destra) e UE - è il fronte comune delle forze popolari e cioè della classe operaia, dei lavoratori autonomi, del piccolo e medio commercio, dell'artigianato, dei piccoli e medi agricoltori, con l'azione unitaria e con la solidarietà contro il comune nemico.
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
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